Tagli sì,ma non sulla sicurezza
4 Ottobre, 2007Abbattere gli sprechi e diminuire i costi della politica è il nuovo tormentone che agita i sonni dei politici. Tutti impegnati a tagliare le spese, tutti alla ricerca del consenso perduto. Considerevoli tagli vengono da una delibera del Consiglio regionale del Lazio, che nella manovra di bilancio varata alla fine dell’anno 2006 con decisione bipartisan ha previsto la riduzione da 24 a 12 del numero delle Commissioni consiliari. Il numero esorbitante delle Commissioni viene additato da molti politici regionali come uno dei motivi principali delle difficoltà di funzionamento dell’attività consiliare. L’inserimento dei consiglieri in più di una Commissione causa inevitabili ritardi nel lavoro quotidiano delle stesse.
A distanza di nove mesi dalla citata delibera nulla però è cambiato. Il Consiglio regionale deve ancora decidere quali Commissioni eliminare e quali mantenere e un gruppo di lavoro apposito sta elaborando un progetto che possa ottenere il consenso più ampio. Per i consiglieri non sarà dunque indolore in quanto saranno tagliate drasticamente presidenze e vice-presidenze. Un prezzo che la politica regionale deve essere pronta a pagare, mettendo da parte gli equilibrismi partitocratrici e conservando le Commissioni che operano sulle tematiche istituzionali indispensabili. Incomprensibile è pertanto la proposta di abolire la Commissione speciale per la lotta alla criminalità proprio in questo periodo in cui è in corso un ampio dibattito, nato dalla spinta dei cittadini, su come affrontare i temi della sicurezza.
Il Consiglio regionale del Lazio non può dare un segnale così contrastante con le aspettative dei cittadini, che desiderano che il tema della sicurezza sia affrontato con iniziative e provvedimenti più validi anche a livello regionale. Nessuno comprenderebbe la soppressione di una Commissione i cui componenti per valutazione unanime hanno lavorato efficacemente, mettendo da parte le posizioni ideologiche e gli interessi di partito. Il passaggio delle competenze sulla sicurezza ad altra Commissione, gravata anche da altre funzioni, costituirebbe un grave danno per l’efficacia dell’azione regionale nel contrasto alla criminalità. E ciò renderebbe più profondo il fossato che separa i cittadini dalla politica.
Articolo pubblicato sul giornale E Polis Roma il 3-10-2007