Incendi, ci siamo già dimenticati
2 Ottobre, 2007Nell’estate ormai passata molteplici incendi hanno provocato in varie regioni italiane morti, feriti e gravi danni a boschi, abitazioni civili, strutture turistiche e commerciali. Tutto sembra già dimenticato.
Ormai è superato il mito secondo cui gli incendi nascono quando fa molto caldo per autocombustione o per la disattenzione di chi getta mozziconi di sigarette accesi. In realtà il 90% degli incendi è di origine dolosa. Anche in relazione a tale fenomeno si può affermare che nel nostro Paese non mancano le norme idonee alla prevenzione e alla punizione dei responsabili, ma ne manca la concreta applicazione. Significativo è quanto succede nel Lazio alla legge n. 353 del 2000, che prevede che ogni Comune debba censire nel proprio territorio le aree percorse dal fuoco con apposito catasto. In concreto solo il 12% dei Comuni ha dato esecuzione a tale norma e pertanto ancora oggi la stragrande maggioranza dei Comuni si continua a privare dell’uso di un’arma importante per scoraggiare l’azione di quanti provocano incendi con l’intento di operare speculazioni legate all’edilizia, all’agricoltura o al rimboschimento.
Purtroppo anche a Roma a causa di un insufficiente livello di manutenzione e di controllo del territorio da parte degli Enti preposti alcuni parchi protetti, che dovrebbero essere considerati dei gioielli per la città, si trovano in una situazione che li espone a gravi rischi di incendio.
Così molti romani non si sono meravigliati quando il 6 agosto scorso si è sviluppato all’interno del parco del Pineto un grave incendio che ha devastato 10 ettari di verde, mettendo in pericolo anche alcuni palazzi del quartiere Balduina. Da tempo era stata segnalata una situazione di degrado all’interno del parco: molti cittadini lamentavano una insufficiente cura della vegetazione, l’ingresso nell’area protetta di auto e moto, la presenza di insediamenti abusivi di immigrati, che hanno l’abitudine di bruciare i loro rifiuti. Il rilevamento nel parco dopo l’incendio di molteplici punti in cui erano stati accesi dei fuochi conferma la necessità che i parchi romani vengano maggiormente e più efficacemente protetti da presenze illegali, che possono causare danni difficilmente reversibili al patrimonio verde della città.
Articolo pubblicato su E Polis Roma il 26 sett. 2007