Vittime in attesa di giustizia

21 Dicembre, 2007

Cosa c’è nel cuore dei familiari di un lavoratore deceduto per un infortunio sul lavoro dopo che sono passati alcuni giorni dal fatto luttuoso e quando è necessario pensare a coloro che restano? Prima di tutto il dolore per la crescente consapevolezza che la persona cara uscita un giorno per andare a lavorare non tornerà più a casa. Poi sopraggiunge la preoccupazione economica per la perdita di un reddito che sosteneva la famiglia. La vita prosegue nella speranza che i responsabili dell’accaduto vengano condannati alle giuste sanzioni penali e al risarcimento dei danni.

Quale garanzia esiste nel nostro ordinamento che tale desiderio di giustizia si concretizzi? Un procedimento per omicidio colposo per violazione delle norme antinfortunistiche comporta indagini che hanno bisogno di accertamenti lunghi e complessi. I difensori degli indagati devono provare l’assenza di responsabilità da parte dei loro assistiti e spesso cercano di dimostrare che è il lavoratore che ha commesso una imprudenza o non ha rispettato le regole antinfortunistiche. In tali casi ai familiari delle vittime appare che l’accusato sia la vittima. A volte risulta che l’infortunato ha effettivamente commesso una imprudenza, ma la responsabilità morale risale all’azienda, che nella logica del massimo profitto ha impegnato il lavoratore nella catena produttiva senza un’adeguata formazione.

Con una procedura di giudizio lenta e piena di regole inutilmente garantiste, si può prevedere che per il 90% delle contravvenzioni relative alle norme antinfortunistiche sopraggiunga la prescrizione. Quando per l’omicidio colposo si arriva a una condanna penale definitiva, la sanzione, che viene di solito sospesa, non risulta proporzionata alla gravità del danno. Spesso i familiari delle vittime dopo battaglie legali che durano anni perdono la speranza di avere un’adeguata riparazione economica e accettano risarcimenti simbolici. È necessario pertanto un salto culturale, stabilendo canali di priorità per tali procedimenti e ponendo la responsabilità delle aziende al centro del sistema sanzionatorio. Soprattutto occorre prevedere meccanismi di riparazione immediati e adeguati a favore delle vittime, ampliando anche le prestazioni di copertura del danno a carico dell’INAIL.

Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 19.12.2007

Una Risposta a “Vittime in attesa di giustizia”

  1. Gianluca Gelain Dice:

    Spero faccia piacere a tutti se mi permetto di segnalare un iniziativa veramente interessante dedicata al mondo della Sicurezza sul Lavoro, della Tutela Ambientale, della Qualità, della Privacy e dell’Etica.
    Visitate il sito http://www.si-web.it e fatemi sapere le vs. osservazioni.

    Grazie

    Gianluca

Lascia una Risposta