Omeopatia, ora serve una legge

22 Novembre, 2007

Il 9 novembre scorso si è svolta a Roma la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2007 – 2008 della Scuola Italiana Medicina Omeopatica Hahnemanniana. La prestigiosa scuola è giunta al 61° anno di attività ed è diretta dal Professor Antonio Negro, decano dei medici omeopatici italiani. La seduta inaugurale è stata l’occasione per fare il punto sulle differenze tra le Scuole omeopatiche che seguono gli insegnamenti di Samuele Hahnemann e altre Scuole, che pur richiamandosi all’omeopatia non seguono gli insegnamenti principali del suo fondatore. Per il grande medico tedesco la corretta legge del “simile” (in greco Omeos) prevede l’uso di medicamenti sperimentati sull’uomo sano e che provocano sullo stesso uno stato simile alla malattia.

Secondo dati forniti dall’Eurispes sono almeno 11 milioni gli italiani che si curano con l’omeopatia. In realtà molti utenti dell’omeopatia non conoscono le fondamentali differenze tra le terapie di cura omeopatiche. I cultori della tradizione hahnemanniana parlano delle altre scuole omeopatiche come di una omeopatia “allopatizzata”, cioè vicina più ai criteri della medicina convenzionale che non a quella dell’omeopatia hahnemanniana. Diventa pertanto sempre più urgente l’emanazione di una legge che disciplini la medicina omeopatica, garantendo la formazione di medici tramite scuole e Università qualificate e favorendo una migliore conoscenza di tale medicina alternativa da parte dei cittadini.

I tentativi effettuati da circa 20 anni di una regolamentazione della materia sono falliti per le pressioni dei sostenitori della medicina convenzionale come unica terapia efficace. In realtà molte ricerche scientifiche effettuate con metodologie moderne dimostrano l’efficacia terapeutica dei farmaci omeopatici, tanto che numerosi paesi europei ed extraeuropei hanno riconosciuto il valore di farmaco a tutti gli effetti al medicinale omeopatico. Il principio costituzionale della libertà di cura può essere rispettato solamente tramite una reale libertà terapeutica e questa può essere garantita per quanti desiderano ricorrere all’omeopatia solo con la previsione dell’inserimento dei farmaci omeopatici nel prontuario terapeutico nazionale e del loro rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 21 novembre 2007

3 Risposte a “Omeopatia, ora serve una legge”

  1. vittone Dice:

    sono contenta di leggere questo articolo; siamo un nuovo centro di ADIMO assoc informaz medicina omeop.

  2. giuliana Dice:

    Anche io mi curo con l’omeopatia e mi piacerebbe un giorno poter godere di un sistema sanitario che dia la possibilità di usufruire di servizi ( assistenza sanitaria, ospedaliera, , ecc..) alla pari di quelli che il sistema attuale mette a disposizione dei fruitori della medicina tradizionale. Noi che ci curiamo con l’omeopatia abbiamo il diritto di curarci in sintonia con quella che è la nostra scelta terapeutica e quindi di vita.

  3. annalisa Dice:

    ciao amici,
    é di vitale importanza riflettere sulla scelta di curarsi seguendo l’equilibrio che la natura, con i suoi infiniti rimedi, ci regala ogni qual volta ne sentiamo l’esigenza.
    Noi viviamo a Mosca per circa 5 mesi l’anno e qui l’omeopatia è la punta di diamante della sanità della Federazione Russa.
    Noi, qui, ci sentiamo tutelati pur non avendo la cittadinanza russa, invece e purtroppo, quando siamo in Italia, pur essendo cittadini Italiani siamo costantemente nella confusione più totale circa un punto di riferimento sanitario Omeopatico.
    Per questo sarebbe meraviglioso se nella nostra amata terra di Puglia ci potesse essere un reparto intero dedicato all’omeopatia.
    Ora, dovremmo noi impegnarci a far sì che le nostre vite non siano concentrati di veleni chimici, ma armonizzate all’equilibrio che la natura ci regala, concretizzando il tutto con un reparto di “finissima” medicina Omeopatica.

    Grazie per l’attenzione
    Annalisa & Beppe

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