Archivio per Novembre, 2007

Farmacie,un’iniziativa lodevole

28 Novembre, 2007

Sulla porta di accesso di molte farmacie del Lazio da alcuni mesi è comparsa una vetrofania che raffigura un cuore sovrapposto alla scritta “Farmacia con defibrillatore”. Si tratta di una importante iniziativa di Federfarma Lazio che, a spese e responsabilità dei titolari di farmacie che vi partecipano, tende a creare una rete di defibrillatori a disposizione dei cittadini nel Lazio.

 Il progetto intende ridurre l’elevato pericolo di morte che grava su circa 8.500 persone, che ogni anno nel Lazio sono colpite da arresto cardiaco improvviso. L’utilizzo tempestivo di un defibrillatore può infatti salvare la vita della persona colpita, evitando danni neurologici permanenti.

Inizialmente 200 farmacie hanno acquistato gli apparecchi e ben 350 farmacisti hanno conseguito il diploma di operatori grazie all’accordo per la formazione con ARES 118. Conosciuta e apprezzata l’iniziativa, il Sindaco di Roma Veltroni e il presidente della Regione Lazio Marrazzo hanno deciso di dare la collaborazione delle istituzioni territoriali per ampliare la rete anche alle farmacie più piccole dislocate nei comuni lontani dai pronti soccorsi ospedalieri. Con grande sforzo organizzativo in pochi mesi il progetto si è esteso ed entro la fine dell’anno saranno 400 le farmacie dotate di defibrillatore e oltre 600 i farmacisti abilitati al suo uso.

 L’esperienza si inserisce nel nuovo ruolo che da tempo stanno assumendo le farmacie quali presidi sanitari sul territorio, anche con riferimento ad interventi di pronto soccorso. Sempre più frequentemente nelle farmacie il cittadino può trovare servizi sanitari aggiuntivi, quali analisi o misurazione della pressione sanguigna. Molte farmacie sono dotate anche di apparecchio elettrocardiografo, i cui risultati vengono visualizzati per via telematica, in tempo reale, da un cardiologo che rilascia un referto immediato. I titolari di farmacie inoltre hanno confermato la disponibilità al supporto sanitario, organizzando conferenze presso centri anziani, concernenti l’uso appropriato dei farmaci. La collaborazione tra istituzioni e operatori sanitari del territorio è la via maestra per rendere sempre più efficiente e moderno il Servizio Sanitario Nazionale e contemporaneamente ottenere un forte abbattimento dei costi.

Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 28-11-20007

Omeopatia, ora serve una legge

22 Novembre, 2007

Il 9 novembre scorso si è svolta a Roma la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2007 – 2008 della Scuola Italiana Medicina Omeopatica Hahnemanniana. La prestigiosa scuola è giunta al 61° anno di attività ed è diretta dal Professor Antonio Negro, decano dei medici omeopatici italiani. La seduta inaugurale è stata l’occasione per fare il punto sulle differenze tra le Scuole omeopatiche che seguono gli insegnamenti di Samuele Hahnemann e altre Scuole, che pur richiamandosi all’omeopatia non seguono gli insegnamenti principali del suo fondatore. Per il grande medico tedesco la corretta legge del “simile” (in greco Omeos) prevede l’uso di medicamenti sperimentati sull’uomo sano e che provocano sullo stesso uno stato simile alla malattia.

Secondo dati forniti dall’Eurispes sono almeno 11 milioni gli italiani che si curano con l’omeopatia. In realtà molti utenti dell’omeopatia non conoscono le fondamentali differenze tra le terapie di cura omeopatiche. I cultori della tradizione hahnemanniana parlano delle altre scuole omeopatiche come di una omeopatia “allopatizzata”, cioè vicina più ai criteri della medicina convenzionale che non a quella dell’omeopatia hahnemanniana. Diventa pertanto sempre più urgente l’emanazione di una legge che disciplini la medicina omeopatica, garantendo la formazione di medici tramite scuole e Università qualificate e favorendo una migliore conoscenza di tale medicina alternativa da parte dei cittadini.

I tentativi effettuati da circa 20 anni di una regolamentazione della materia sono falliti per le pressioni dei sostenitori della medicina convenzionale come unica terapia efficace. In realtà molte ricerche scientifiche effettuate con metodologie moderne dimostrano l’efficacia terapeutica dei farmaci omeopatici, tanto che numerosi paesi europei ed extraeuropei hanno riconosciuto il valore di farmaco a tutti gli effetti al medicinale omeopatico. Il principio costituzionale della libertà di cura può essere rispettato solamente tramite una reale libertà terapeutica e questa può essere garantita per quanti desiderano ricorrere all’omeopatia solo con la previsione dell’inserimento dei farmaci omeopatici nel prontuario terapeutico nazionale e del loro rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 21 novembre 2007

Due o tre cose da dire a Fioroni

17 Novembre, 2007

Con l’emanazione dell’ordinanza, che nei giorni scorsi ha reso esecutivo il decreto sul recupero dei debiti scolastici, il Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni ha toccato presso gli studenti il culmine della sua impopolarità. Il Ministro è andato avanti per la sua strada nonostante le proteste degli studenti, che in ottobre avevano indetto uno sciopero contro tale decisione e che avevano contestato direttamente il Ministro con urla e fischi di disapprovazione nel corso di una sua visita al Liceo Morgagni di Roma.

 La delibera prevede che lo studente che non recupera il debito formativo, anche in una sola materia, nel corso dell’anno dovrà affrontare, dopo i corsi di recupero estivi, la verifica finale a settembre da parte del Consiglio di classe, che deciderà se potrà passare alla classe successiva. Per gli studenti la verifica equivale alla reintroduzione degli esami di riparazione, il Ministro invece ha parlato di una rimodulazione dei tempi di recupero. Una maggiore chiarezza sarebbe stata opportuna, primo  perché è difficile distinguere il test di verifica di settembre da un esame di riparazione,  secondo  perché un cambiamento così importante doveva essere approvato con legge dopo un approfondito dibattito parlamentare.

 La reintroduzione nell’ordinamento scolastico di elementi di meritocrazia deve essere comunque considerata positiva in quanto la politica scolastica degli ultimi anni, fondata sull’assenza di efficaci momenti di sbarramento per i non meritevoli, ha investito negativamente la scuola, l’Università e le professioni, abbassandone il livello culturale a limiti insostenibili per la società civile. Per compiere un reale cambiamento è necessario però interrompere la politica di delegittimazione e demotivazione operata da troppo tempo nei confronti del corpo insegnante che, nonostante abbia gli stipendi più bassi d’Europa, anche di recente è stata costretta a scioperare per il rinnovo del contratto di categoria. Contemporaneamente è necessario introdurre elementi di meritocrazia per la carriera degli insegnanti in modo da fornire loro nuovi stimoli, anche economici, e così favorire lo sviluppo di moderni modelli di insegnamento, che riportino la scuola al passo con le esigenze della società.

Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 14-11-2007

Evitiamo il ripetersi di tali orrori

8 Novembre, 2007

Tanti cittadini romani hanno ritenuto intollerabile che alcuni politici abbiano parlato di emergenza legata al fenomeno dell’immigrazione rumena dopo l’omicidio di Giovanna Reggiani, come se si trattasse di un fatto straordinario che ha colto di sorpresa la classe politica. Non si può dimenticare che questo barbaro omicidio è l’ultimo di una serie di crimini violenti commessi nella città. Solo il giorno dopo l’omicidio si sono presi provvedimenti più visibili, sulla base della spinta emotiva, con l’attribuzione ai Prefetti del potere di espulsione dei cittadini comunitari per Tanti cittadini romani hanno ritenuto intollerabile che alcuni politici abbiano parlato di emergenza legata al fenomeno dell’immigrazione rumena dopo l’omicidio di Giovanna Reggiani, come se si trattasse di un fatto straordinario che ha colto di sorpresa la classe politica. Non si può dimenticare che questo barbaro omicidio è l’ultimo di una serie di crimini violenti commessi nella città. Solo il giorno dopo l’omicidio si sono presi provvedimenti più visibili, sulla base della spinta emotiva, con l’attribuzione ai Prefetti del potere di espulsione dei cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza e con lo sgombero e l’abbattimento degli insediamenti illegali dei rumeni. Si tratta di provvedimenti utili ma non sufficienti e sicuramente tardivi, anche perché il problema, al contrario di quanto sostenuto dal sindaco Veltroni, non nasce nel gennaio 2007, data dell’ingresso della Romania nell’UE. Da almeno dieci anni le manifestazioni delinquenziali connesse al fenomeno immigratorio hanno assunto caratteristiche strutturali invasive e permanenti e da almeno cinque anni le relazioni delle forze di polizia segnalano la crescente pericolosità della criminalità rumena. Bisogna affrontare il fenomeno criminale non dopo il singolo fatto delittuoso, ma in maniera preventiva attuando un controllo del territorio da parte delle forze di polizia con modalità più incisive di quelle attuali. È ingiustificabile che stazioni ferroviarie come quella di Tor di Quinto, che vede il passaggio di migliaia di cittadini ogni giorno, vengano lasciate prive di un posto fisso di polizia. È ancora più assurdo se si considera che era ben conosciuto che a distanza di pochi metri vi fosse un insediamento illegale di rumeni. Ma il problema di un controllo adeguato del territorio riguarda tutta la città e non solamente il contrasto alla criminalità rumena. I sindacati di polizia lamentano che negli ultimi anni il parco auto e le risorse umane del Reparto Volanti sono diminuiti del 50%. Secondo tali dati a Roma per ogni turno sono in servizio solo 13 volanti, in alcuni giorni anche meno. Si tratta di dati clamorosi, che confermano gravi lacune nel sistema di prevenzione, su cui è necessario intervenire subito per evitare il ripetersi di altri orrori.Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 7-11-2007