Il labirinto delle ganasce fiscali
31 Ottobre, 2007
Dai commenti e dalle visite sul mio blog, il cui indirizzo è in calce, risulta un forte interesse sull’argomento delle ganasce fiscali: migliaia di romani sono stati raggiunti da preavvisi di fermo veicoli e da avvisi di iscrizione di ipoteca e così colpiti nei loro beni primari. I commenti peraltro rivelano il desiderio di una maggiore presenza dello Stato con l’attuazione di una politica di fermezza contro gli evasori.
È maturato un rifiuto alla perenne politica dei condoni, ma vi è anche la voglia di uno Stato efficiente. Non è tollerabile che le intimazioni di pagamento, concernenti imposte o contravvenzioni al Codice della strada, siano notificate a distanza di molti anni, a volte un giorno prima dello scadere dei termini di prescrizione. In tali casi la contravvenzione non ha più alcun effetto preventivo rispetto a ulteriori violazioni della stessa norma, anche perché il sanzionato può non ricordarsi più dell’episodio. Di un’imposta o di una contravvenzione, relative a molti anni prima, l’interessato può non essere in possesso della documentazione e più che l’importo richiesto spaventa la preoccupazione di non poter dimostrare le proprie ragioni.
La vera angoscia sta poi nel doversi recare presso l’Ufficio contravvenzioni del Comune di Roma o presso gli uffici della società concessionaria della riscossione dei tributi, dove è normale trascorrere molte ore per avere semplici informazioni. Perdere intere giornate ed essere rinviati da un ufficio all’altro, spesso per un errore dell’Ente che ha emesso la cartella esattoriale, allontana i cittadini dalle istituzioni.
Ma succede di peggio: è paradossale che i preavvisi di fermo veicoli, concernenti contravvenzioni al Codice della strada, contengano l’informazione errata che si possa ricorrere alla Commissione tributaria provinciale. In tali casi il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione in quanto la Commissione tributaria provinciale è competente solo per i crediti di natura tributaria. Come si può pretendere il rispetto delle istituzioni quando sono proprio queste a indurre il cittadino in errore? In un settore così delicato gli Enti preposti non possono continuare ad effettuare tagli di spesa ma devono investire in termini di una migliore qualità dei servizi.
Articolo pubblicato su E Polis Roma in data 31 ottobre 2007