Mobbing questo sconosciuto

6 Giugno, 2007

Parlando di sicurezza e salute sul lavoro, di solito si fa riferimento alle morti bianche e agli infortuni. Vi è anche un’altra area che ha assunto una notevole rilevanza negli ultimi anni, costituita dal mobbing. Tale termine, che deriva dall’inglese To Mob e cioè “aggredire in gruppo”, viene utilizzato negli anni ’80 dallo studioso Hans Leymann per definire una situazione sistematica di terrorismo psicologico nell’ambiente di lavoro. Il termine viene usato principalmente per definire le condotte di un datore di lavoro o di un superiore gerarchico volte ad aggredire un lavoratore attraverso vessazioni ripetute nel tempo con carattere persecutorio tali da cagionare danni alla salute e diminuirne i livelli di professionalità. Si parla in tali casi di mobbing verticale. Vi è anche un mobbing definito orizzontale attuato dal collega verso il collega. I motivi di tali condotte sono individuabili nella competizione e nell’invidia. Vi è inoltre un mobbing usato dall’azienda con la finalità di allontanare lavoratori in esubero o che creano problemi allo scopo di indurli alle dimissioni. Risale a qualche giorno fa la notizia di una sentenza che ha imposto ad una Università romana un risarcimento di 200 mila Euro a favore di un ricercatore vittima di una illegittima emarginazione nel posto di lavoro. Secondo l’associazione che lo difendeva il ricercatore aveva denunciato in precedenza errori diagnostici nelle analisi istologiche sui tumori. Le persone colpite dal mobbing sono per lo più lavoratori con alta professionalità e dalle molteplici esperienze lavorative. La situazione di attuale carenza e precarietà del lavoro con conseguente ricatto occupazionale ha determinato una esponenziale crescita del fenomeno. Secondo uno studio della Fondazione Europea delle condizioni di vita e del lavoro l’8% dei lavoratori dell’UE, pari a 12 milioni di persone, già nell’anno 2000 era stato vittima di vessazioni sul posto di lavoro. In Italia attualmente si stimano in circa 2 milioni i sottoposti a condotte di mobbing di vario livello con una percentuale più alta di denunce registrata nel pubblico impiego dove il lavoratore ha meno timore di perdere il lavoro. La gravità e la diffusione del fenomeno impone oggi che il legislatore definisca una fattispecie tipica di mobbing punita anche con sanzioni di carattere penale.

Articolo pubblicato su E Polis Roma del 6 giugno 2007

10 Risposte a “Mobbing questo sconosciuto”

  1. Marco Dice:

    Mi congratulo per la trattazione di un’argomento così delicato e purtroppo molto attuale.
    Le segnalo che già lo scorso anno (maggio 2006) una sentenza del tribunale del lavoro di Roma ha condannato il CNIPA (ente della pubblica amministrazione presso la Presidenza del Consiglio) al pagamento di una cifra analoga per demansionamento oltre al ristoro di danni morali e biologici (alias mobbing).
    Dovrebbe far pensare che queste “pratiche” siano possibili (ed aggiungo tollerate dai responsabili) in luoghi dove ci si aspetta al contrario una valorizzazione delle elevate professionalità che operano in tali organizzazioni e che costano soldi non ad un “padrone” ma allo Stato e quindi ai cittadini !!

    M.M.


  2. Dovrebbe far pensare anche al fatto che il mobbing ha molti punti in comune con un altro argomento di cui si parla spesso: il bullismo.
    Solo che viene messo in pratica da persone mature e consapevoli, e non posso non ritenerla un’aggravante.

    Un saluto a tutti

  3. luigideficchy Dice:

    A Marco e a ildemansonato:
    Lavorando in uffici pubblici da 30 anni posso testimoniare che la pratica del mobbing è molto diffusa.Spesso colpisce le professionalità più indipendenti che non vogliono sottomettersi alla diffusa pratica adulatoria del capo.Purtroppo per i sottoposti alle vessazioni in passato non era possibile difendersi,oggi ancora,nonostante si stia formando una relativa giurisprudenza,non è comunque facile. In questo modo fanno carriera i soggetti di morale più debole con danni ulteriori per l’ente a cui appartengono. Saluti Luigi


  4. Non avevo pensato al fatto che in questo modo fanno carriera i soggetti di morale più debole.
    Ma è vero!
    Evidentemente le aziende che si meritano tali dipendenti è perchè sono governate da un management debole….

    Ciao a tutti

  5. Camelia Dice:

    I miei Mobbers, dirigenti INPDAP il Mobbing lo conoscono .Ma ti uccidono moralmente perchè potenti e nessuno li tocca! Nè magistrati che procuratori.
    Quante mobbing celati esistono?
    Della corruzione dei Magistrati, nel mio caso si tratta del Tribunale di LATINA .Una città al primo posto in tema di illegalità, malagiustizia, corruzione e mafia.
    In realtà non esiste una sola assocazione mobbing o Consigliera di Parità del lazio, l’ISPELS, ASL, Ispettorato che voglia andare contro l’INPDAP.Tutti disponibili all’inizio, poi quando sentono che la tua controparte è di questa portata cercano di trarre frutti dalla situazione e poi ti fanno capire che ti devi rivolgere altrove….

  6. UnBlogperAiuto Dice:

    Ciao a tutti. Vi invito a visitare il Blog “Un Blog per Aiuto” all’indirizzo http://blog.libero.it/unblogperaiuto


  7. Buon Giorno a TUTTI!!!
    Vorrei condividere la mia allegria di oggi con tutti… Ho trovato il sito internet che sognavo di trovare da tempo……SI-WEB………!
    Si-web è un sito unico nel suo genere… tratta argomenti in materia di Sicurezza sul Lavoro, Tutela Ambientale, Qualità, Privacy e Etica…. C’è anche una fantastica sezione aperta a tutti dove si possono visionare fantastici video in materia di sicurezza sul lavoro…..
    Che dire provate a visitarlo!
    L’indirizzo è http://www.si-web.it
    Auguro a tutti una splendida giornata!!!

  8. giuliano Dice:

    http://www.areagiuridica.com ,per la libera divulgazione,reca illegittimo demansionamento estromissione eliminazione di una lavoratore dall’ufficio,condanna datoriale al REINTEGRO esclusivamente nelle precedenti mansioni svolte, ESEGUITO DALL’UFFICIALE GIUDIZIARIO(in seguito a regolare processo di esecuzione),ritenuto nullo dal I°giudicante e dal tribunale collegiale il quale reputa necessario il giudizio di ottemperanza,a sentenza passata in giudicato (fra 10-15 anni).

  9. cosmo Dice:

    Voglio rivolgermi, all’ amica dipendente dell’IMDAP di Latina, cara la tua situazione è uguale o quasi alla mia da quasi 5 anni lotto contro la casta dei generali e colonnelli dei Carabinieri. Intoccabili come i dirigenti dell’INPDAP. Bene io ho insistito ho scritto anche contro Magistrati, ora stò vedendo i frutti. I giudici che non fanno il lorto dovere sono denunciabili. Se vi è una situazione di connivenza la colpa è anche della nostra debolezza. Bisogna insistere per ottenere un risultato. Non mollare, perchè se questi fanno così a noi cosa faranno aiu nostri figli?
    Bisogna lottare perchè sia ristabilita la legalità!
    Ti auguro buona fortuna.


  10. da diciasetteanni subisco il mobbing della società in cui lavoro.
    ad oggi sono distrutta, il mio cervello si è triturato, per difendermi da questi indefinibili soggetti, ho già avviato una causa per mobbing, una penale per ingiuria ed omissione di soccorso, ricorso per una sanzione discplinare ingiusta, (tra l’altro per colpa di un collega sindacalista segretario provinciale UIL). Una sanzione disciplinare vinta, e loro hanno fatto ricorso. Sono daccordo COSMO bisogna lottare perchè sia stabilità la legalità.
    MA AVRò MODO DI VEDERE QUESTA GIUSTIZIA. VISTO CHE GIà DA QUATTRO ANNI HO AVVIATO LA MACCHINA DELLA GIUSTIZIA, ED AD OGGI NON è INIZIATO ANCORA NESSUN PROCESSO?
    ECCO PERCHè CONTINUANO AD ESSERCI TUTTI QUESTI MOBBING, TANTO HANNO TUTTO IL TEMPO CHE VOGLIONO PER TRATTARCI IN MANIERA DISUMANA PER FARCI TUTTE LE ANGHERIE CHE VOGLIONO, AD OGGI SONO DA CIRCA UN ANNO DA SOLA IN UNA STANZA, NON MI PASSANO LAVORO, MI HANNO EMARGINATA, POTREI RACCONTAVI MILIONI DI FATTI, CHE RIMARESTE SOLO SCONCERTATI DA TANTO ACCANIMENTO. UNO DEI MOTIVI PER CUI SI SONO ACCANITI E DI AVERE SEMPRE AFFRONTATO LE PERSONE SENZA AVERE TIMORE DI DIRE LA MIA, SE RITENEVO INGIUSTA UN’AZIONE O MODI POCO COMPATIBILI CON LA BUONA EDUCAZIONE. DEL RESTO LORO NON PAGANO PERSONALMENTE DI TASCA GLI AVVOCATI, LI PAGANO CON I SOLDI DELLA SOCIETà (CHE SONO I NOSTRI) NOI LI PAGHIAMO DI TASCA NOSTRA.
    MA CIò CHE PAGHIAMO CARA è LA NOSTRA SALUTE CHE NON CI VERRà PIù E LA NOSTRA DIGNITà DI LAVORATORE.


Lascia un commento