Ragioni di un Blog

21 Maggio, 2007

Caro Amico,

Sono un Magistrato, e lavoro a Roma. Oltre a questo, da qualche tempo scrivo alcuni articoli per l’edizione romana del Quotidiano EPolis.

Apro questo Blog per ricevere commenti alle considerazioni sugli articoli che scrivo su EpolisRoma. Mi serve per sentirmi meno isolato e per sapere cosa ne pensate di quello che scrivo. I temi di cui solitamente tratto spaziano da argomenti giuridici ad argomenti che intereressano la citta di Roma. Ovviamente il tutto è fortemente condizionato dalle esperienze lavorative da me fatte.

Questo blog, quindi, vuole essere un punto di incontro con i lettori di EPolis e quanti altri vorranno visitarlo, ma anche e soprattutto un luogo ove confrontarmi con tutti vuoi su problemi a me cari…

3 Risposte a “Ragioni di un Blog”

  1. aurelio Dice:

    Ill.mo sig.Procuratore
    in riferimento al suo articolo del 06/06/07 riferito al mobbing,
    volevo porgerle un quesito che possa aiutarmi a capire se ciò
    di cui mi ritengo vittima possa rientrare nel cosidetto “mobbing”. Nel 2001 per una riorganizzazione aziendale,sono stato trasferito da Palermo a Roma,accettando volontariamente il trasferimento,così risulta,ma le lascio immaginare quanto terrorismo psicologico ci sia stato. nel 2003
    vengo impiantato di pace-maker biventricolare, per una cardiopatia dilatativa,con ipertensione arteriosa. Questo mi ha portato una invalidità del 60% che comunque non ho mai fatto pesare all’azienda anzi il mio problema è quello che non mi fanno lavorare, dal settembre 06 ho avuto un incarico di 2 gg solamente e nei quattro anni dall’intervento sono stato impiegato un paio di anni scarsi mentre l’azienda ricorre a contratti temporanei di 3 o 6 mesi, mentre io sono fermo, questo poichè sperano di farmi stancare sapendo che sono costretto a 12 ore di pullmann il venerdì e la domenica per vedere la mia famiglia,così da accettare l’esodo anticipato miseramente incentivato da loro proposto a me ed altri lavoratori un pò scomodi. Ringraziandola anticipatamente le faccio i complimenti per il suo modo di venire incontro alla gente.

  2. luigideficchy Dice:

    gent signor Aurelio,quello che lei mi riferisce sulla sua situazione lavorativa è troppo poco per esprimere un giudizio. E’infatti necessario leggere le motivazioni dei provvedimenti che la riguardano. Le consiglio di non combattere la battaglia da solo. Si accerti se non ci siano altri lavoratori nell’azienda che hanno avuto situazioni analoghe alle sue.
    Poi prenda contatto con un avvocato specialista del settore o con una associazione antimobbing.
    La sua difficile situazione merita comunque di essere portata all’attenzione di uno specialista della materia, che deve studiare attentamente tutta la documentazione. Si ricordi che il giudice civile o del lavoro giudica solo sulla base delle prove che gli sottopongono le parti.

  3. Marino Dice:

    Esistono nel Mobbing due diverse fattispecie:
    1) il datore di lavoro opera un demansionamento del dipendente e lo isola dalla catena di montaggio, cosicché il resto dei dipendenti non può testimoniare le pressioni psicologiche subite, ma l’attività svolta può essere oggetto di accertamento laddove le funzioni se amministrative sono oggetto di passaggi di registrazione in registri elenchi etc.
    2) il datore di lavoro pressa il soggetto dipendente con azioni vessatorie, minacce, ingiurie e trasferimenti da una sede all’altra privandolo della partecipazione attiva al progetto aziendale, allora si parla di prove e testimonianze, per le quali le consiglio di rivolgersi in ultima analisi al centro medico di Mobbing del Policlinico Umberto I di Roma, specializzato in queste cause.
    3) Qualora sia oggetto di cause come nel 2° caso, proceda vista l’infermità a creare un impatto di contrasto attivo, finalizzato ad istigare il datore di lavoro a porre in essere azioni punibili penalmente affinché la sua posizione nei confronti dell’Azienda sia di parte offesa e non soggetta ad ulteriori azioni intimidatorie o vessatorie.
    Marino


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