Matrimonio per i preti cattolici
24 Maggio, 2007Si discute molto dentro e fuori la Chiesa cattolica circa l’abolizione della norma che impone il celibato ai preti. Cerchiamo nel dibattito dei punti fermi. Il primo argomento da cui partire è che il celibato non è un dogma, cioè “verità rivelata”, ma solo una legge della Chiesa che può cambiare nel tempo in ragione di mutate condizioni economiche o sociali o di diverse considerazioni teologiche. Si tratta del resto di una norma raccomandata ai sacerdoti nel Concilio di Granada-Elvira dell’anno 306 ma per molti secoli poco seguita in pratica tanto che nel VI sec. fu eletto un Papa, Silverio che era figlio di Papa Ormisda.
Nell’anno 1139 il Concilio Lateranense II impose definitivamente il celibato per due ragioni: l’influenza degli ordini religiosi dediti all’ascetismo e ad una nuova evangelizzazione e ragioni economiche tipiche della società feudale in quanto le proprietà parrocchiali erano legate alla persona del sacerdote e rischiavano di disperdersi tra i vari discendenti. Peraltro anche in epoca successiva la norma ha continuato ad avere varie eccezioni: va ricordato che attualmente coloro che entrano nell’ordine diaconale possono essere già coniugati. I diaconi possono battezzare, celebrare il matrimonio e dare l’eucarestia. Pochi sanno poi che i sacerdoti cattolici di rito bizantino possono essere coniugati quando vengono ordinati. Vi è una ulteriore deroga che consente ai sacerdoti sposati, appartenenti alla religione anglicana e alla religione episcopale e che si convertono al cattolicesimo, di rimanere nel sacerdozio conservando la famiglia.
Non vi è dubbio che nel mondo occidentale vi sia una grossa crisi delle vocazioni. A Roma centro della cristianità ve ne è la prova visibile nelle parrocchie, alla cui cura partecipano sacerdoti occidentali in numero sempre minore e di età media sempre più avanzata e sacerdoti africani e orientali in numero sempre maggiore. In relazione a tali necessità pastorali la Chiesa non può più permettersi di ridurre allo stato laicale i sacerdoti che hanno sentito l’esigenza di sposarsi ma che sono disposti a continuare nella loro attività. Si tratta di decine di migliaia di ex sacerdoti che la Chiesa potrebbe utilizzare almeno come diaconi. La regola del celibato rimarrebbe ferma e vi sarebbe solo un’ulteriore deroga; nel contempo la Chiesa darebbe prova di maggiore tolleranza e comprensione della realtà umana.
Pubblicato originariamente sul quotidiano EPolis